In psicoterapia sono molti gli sforzi volti a comprendere e sperimentare cosa sia l’accettazione delle proprie emozioni, di qualsiasi colore esse siano.
Il motivo per cui si tenta di muoversi verso una tale pratica sta nel fatto che evitare, fuggire e lottare contro le nostre emozioni non sembra essersi rivelato il metodo migliore per promuovere il nostro benessere. Al contrario, strategie di evitamento hanno come effetto principale quello di impedirci di imparare dalle nostre esperienze emotive e farci cadere in circoli viziosi solo apparentemente e brevemente funzionali.
Per dare un’immagine di cosa potrebbe essere l’accettazione, mi piaceva l’idea di riportare un testo del mistico persiano Djalal ed-Din Rûmi:
L’essere umano è come una locanda,
ogni giorno, un nuovo arrivo.
Momenti di gioia, di depressione, di meschinità,
a volte un lampo di consapevolezza giunge come un visitatore inatteso.
Dai loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se c’è una moltitudine di dolori,
che violentemente svuota la tua casa portando via tutti i mobili,
tratta ugualmente ogni ospite con rispetto,
potrebbe fare posto
a qualche nuova gioia.
I pensieri cupi, la vergogna, la malizia,
accoglili sulla porta con un sorriso, e invitali ad entrare.
Sii grato a chiunque arrivi,
perché ognuno è stato mandato dall’aldilà per farti da giuda.
Da queste semplici parole emerge il motivo per cui l’accettazione potrebbe essere una strategia vincente per il nostro benessere; accettare significa concederci il tempo di percepire e riconoscere la nostra esperienza, renderci conto di essere vivi ed investire le nostre energie proprio nella nostra vita ed in ciò che di costruttivo può darci piuttosto che su ciò che di essa non ci piace ma c’è ma che soprattutto non possiamo cambiare.
Se scelgo di vivere piuttosto che evitare un’emozione posso sperimentare la preziosissima esperienza di essere molto più forte e capace di quando mi valutassi; posso ad esempio realizzare di saper vivere grandi timori riuscendo a parlare in pubblico, accarezzando un cane , affrontando il mio capo o facendo scelte temute perché a prima vista inaccettabili.
Accettare è quindi dare spazio a se stessi e ai propri valori piuttosto che ai propri vissuti temuti.



